A volte ringrazio il mio carattere difficile, che ascolta molto, ma non si sa proprio lasciar condizionare dai giudizi senza conoscere. Il vino lo degusto sempre ad occhi chiusi, è un vezzo, non una necessità, e come tale deve regalare piacere. Ho davvero faticato a riconoscerne la provenienza, anzi, direi che senza dubbio avrei detto Chablis. Una pecca? Per me no, visto che parliamo di Chardonnay in Toscana. Questo denota una grandissima conoscenza del vitigno, delle sue caratteristiche e potenzialità, delle sue migliori condizioni di adattamento. Un’enorme maestrìa, considerando l’annata pessima per un vino simile. Di un giallo paglierino dal riflesso dorato. I profumi sono ammalianti, dalle note agrumate di limone e cedro candito al miele, con albicocca matura, fiori di ginestra e gelsomino, camomilla, dragoncello, accompagnate da un meraviglioso sottofondo minerale di ferro e grafite. Al sorso è avvolgente, con una persistenza incredibile e note elegantemente tostate e di mandorla dolce sul finale. Non ha la freschezza che dovrebbe, ma lo trovo assolutamente e onestamente naturale per un 2017. Se qualcuno ha una 2010 o 2013, si faccia vivo!! Non mi ero emozionata mai così per uno Chardonnay che non fosse di Borgogna. Forse un po’ caro e poco reperibile, ma un grandissimo vino, ad averne ne berrei ogni settimana. 🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝