Una lode agli enologi, quelli davvero bravi, quelli che hanno reso onore all’Italia vinicola. Una lode a tutti quegli enologi che oggi sanno ascoltare un territorio, con competenza, passione, umana coscienza.
Solamente Giacomo Tachis avrebbe potuto creare un Supertuscan di questo livello a Montalcino, e solamente un grande enologo avrebbe potuto portarne avanti gli insegnamenti. Di un profondo rubino dai riflessi purpurei, nasce da un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Syrah in percentuali variabili in base all’annata. I profumi si aprono immediatamente con il peperone maturo, seguito da note di vaniglia e caffè tostato, poi speziati con pepe nero e zenzero, e fruttati, di prugna essiccata e amarena.
Giovanissimo, di ottima freschezza, tannini vivaci, allo stesso tempo setoso, di ottima persistenza ed equilibrio. Dimenticatelo in cantina, ma se i tannini non vi disturbano ed amate i profumi molto intensi, stappatelo anche ora. La bottiglia è finita, e non va per forza attesa 25 anni. 😉