Ormai ci siamo, un’annata tanto attesa ed acclamata, una di quelle da mettere in cantina e lasciare invecchiare con pazienza. Saranno molte le sorprese, dalle giovani ‘leve calcistiche’ al ritorno ad un amore per il territorio e per il sangiovese che riporta il Brunello alla meraviglia degli anni ’70 e ’80, quando più che alla possente struttura si guardava alla piacevolezza e longevità. Compito non facile se si pensa al clima odierno. Intanto, veniamo agli

Ciò che un po’ manca ai Pinot Nero qui, a mio parere, è l’estrema salinità e mineralità che purtroppo spesso lascia spazio alla dolcezza e alla tostatura. In barba al gusto diffuso, in Borgogna se sono sempre infischiati delle logiche di mercato e dei punteggi degli esperti, restando fedeli al territorio ed alle sole varietà che si adattano a queste meravigliose terre (meraviglia per chi ama il vino, meno per chi non si lascia